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29 settembre 2026

Aruba Still Surprises Me

Amo Aruba da molto tempo, e ciò che mi sorprende di più è quanto spesso quest’isola riesca a regalarmi un nuovo motivo per amarla.

Sabato scorso è successo di nuovo, al San Nicolas Pop-Up Market, a Plaza Lolita.

Piccoli Piaceri

Vi sorprenderà quanto sia piacevole e rinfrescante, in un caldo sabato mattina, lasciarsi conquistare da un fresco mix di cetriolo, chikito e zenzero.

Mentre sorseggiavo il mio drink, alcune gocce di pioggia hanno iniziato a battere sui lunghi baccelli del "Barba di Joncuman" sopra la mia testa, facendoli risuonare come maracas. Basta infatti un soffio di vento per farli frusciare e, ancora prima di alzare lo sguardo, avevo già riconosciuto l’albero dal suo inconfondibile suono. Sorrido.

“Barba di Joncuman” si può tranquillamente tradurre alla lettera come “Barba del giovane uomo”. Curiosamente, ho sentito chiamare quegli stessi lunghi baccelli, che tintinnano al vento, anche “Lingua di donna”. Mi limito a riferire i fatti.

La zuppa del sabato

Mi lasciai guidare dal profumo della tradizionale zuppa giamaicana di zampetto di manzo e mi ritrovai davanti a un volto familiare. Fu lei a riconoscermi per prima.

«Ti ricordi come mi chiamo?»

E, stranamente, lo ricordavo.

«Adela!»

La sua risata inconfondibile fu la conferma che mi serviva. Adela è da anni una presenza familiare nella hall dell’Holiday Inn, sempre pronta a indicare la strada ai tanti turisti di passaggio. Ci eravamo incrociati così tante volte che ormai avevo perso il conto.

Adela insistette perché assaggiassi la sua zuppa. E, per fortuna, non c’era proprio modo di rifiutare.

La tazza era colma di zucca, igname, erbe aromatiche, cho-cho e piccoli, deliziosi gnocchetti di pasta. Adela era fiera della sua zuppa, e aveva tutte le ragioni per esserlo.

Per quella zuppa, ci tornerò di sicuro.

Tè per due, e due per il tè 

Sono state le minuscole piante grasse, piantate con cura in graziose tazze di porcellana, a catturare per prime la mia attenzione al tavolo da tè di Cyntra.

La passione con cui mi ha raccontato ciò che ha creato a Hannah’s Gardens era contagiosa e, nel bel mezzo di questa deliziosa introduzione al mondo del tè, io che non sono certo un’amante del tè mi sono ritrovata, con mia grande sorpresa, sempre più coinvolta.

Due confezioni regalo, una selezione di tè pregiati e un vasetto di miele grezzo fatto in casa, aromatizzato al basilico e al limone, sono stati il segno concreto di quanto mi fossi lasciata conquistare.

Il sabato perfetto a San Nicolas

Seguendo il ritmo delle steel pan, assaggio dopo assaggio, mi sono lasciato conquistare dai sapori del colorato melting pot di Aruba, senza perdermi neanche una nota. E il “Slimming Tea” di Cyntra, infilato nella mia borsa, di certo non è riuscito a fermarmi.

I johnny cake erano già un ottimo motivo per fermarsi. Si dice che il loro nome derivi da “journey cakes”, dolci nati per essere portati con sé durante i lunghi viaggi. Il mio, però, non è arrivato molto lontano.

Mentre lo gustavo, ho notato che molti dei venditori indossavano la maglietta “I ❤️ San Nicolas”, e si capiva che non era solo una scritta. Per tutta la mattinata ho respirato un autentico spirito di comunità: con sessanta bancarelle, era impossibile assaggiare tutto, ma ho fatto del mio meglio per provarci.

Frutta e verdura fresche, erbe aromatiche e piante, salse fatte in casa, crocchette, baccalà e coda di bue si contendevano la mia attenzione.

«È solo un pochino piccante», mi rassicurò il venditore. O almeno così ricordo, con tanto di occhiolino. A ripensarci, forse l’occhiolino era il mio.

Comunque, ormai ho imparato a non fidarmi troppo di certe definizioni quando si parla di piccante, così ho gentilmente lasciato perdere la pica di papaya. La prossima volta, però, potrei essere un po’ meno prudente.

Storia e riconoscimenti

Al suo tavolo, intento a firmare le sue pubblicazioni, Dufi Kock rappresentava decenni di dedizione alla conservazione della storia di Aruba, compresi gli anni della raffineria Lago, che hanno trasformato profondamente San Nicolas. Grazie al suo lavoro, quelle storie continuano a vivere e a essere tramandate: un dono prezioso per l’isola.

Tra i tanti souvenir artigianali, tutti unici nel loro genere, una fotografia catturò la mia attenzione. Quelle vele bianche erano inconfondibili: Jolly Pirates, incorniciata nel legno di kwihi.

L’artigiano non poteva certo sapere quanto mi avrebbe emozionato trovare tra i suoi souvenir qualcosa che avevo contribuito a creare. È stato anche un bellissimo promemoria di quanto Aruba sia stata generosa con me.

Mi sembrava quasi doveroso portare con me un po’ di chicharrón al cocco per il viaggio di ritorno, in omaggio a Lolita Cremonie, che durante gli anni del boom petrolifero di Aruba vendeva dolci al cocco per mantenere la sua famiglia.

Scattiamo un’ultima foto alla sua scultura in bronzo, al centro della piazza che porta il suo nome, e poi ci rimettiamo in viaggio verso casa.

E, visto che era sabato, in meno di venti minuti ero già dall’altra parte dell’isola, giusto in tempo per finire il mio chicharrón al cocco.

Tra tutte le cose che ho portato con me quel giorno, quella che più di ogni altra mi è rimasta dentro è stata una bellissima sensazione di appartenenza.

Se siete in visita sull’isola, prendete questo come un invito personale: venite affamati, venite curiosi.

Qualche consiglio da insider prima di partire

Il San Nicolas Pop-Up Market si svolge a Plaza Lolita dalle 9:00 alle 14:00, l’ultimo sabato di ogni mese, escluso dicembre. Troverete specialità della cucina locale, prodotti freschi, piante, articoli artigianali, musica e più di sessanta bancarelle. L’ingresso è gratuito.

Vestitevi comodi, portate con voi la protezione solare e una borsa riutilizzabile e, soprattutto, venite con un buon appetito!

Alla scoperta dell’autore

Carla Cavallaro vive ad Aruba da quasi 40 anni. In qualità di Brand Manager di Jolly Pirates Aruba e Kukoo Kunuku, condivide con i visitatori l’isola che ama attraverso esperienze, storie e racconti delle persone e dei luoghi che rendono Aruba così speciale.

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